Come nasce un finanziamento da quasi 7 milioni di euro

Come è ormai noto, abbiamo recentemente chiuso un round di finanziamento da quasi 7 milioni di euro, che abbiamo etichettato come “Series A”, o, volendolo dire completamente in italiano, “Serie A”.

L’Italia è una nazione in cui l’ecosistema delle startup è ancora acerbo e c’è poca confidenza con i termini importati dal gergo delle operazioni di finanziamento anglosassoni; proprio per questo abbiamo pensato che meritasse dedicare qualche parola al tema per spiegare:

  • In cosa consiste un round di finanziamento?
  • 7 milioni sono tanti o pochi in Italia?
  • Che cosa vuol dire che abbiamo raccolto più di 21 milioni di euro, di cui una parte è debito?
  • A cosa servono tutti questi soldi?

Volendo fugare un po’ di dubbi, ecco quindi le nostre risposte a queste domande.

Casavo_Team_foto

In cosa consiste un round di finanziamento?

Le startup, come tutte le aziende, nascono per generare utili (a tal proposito, come fa soldi Casavo?). Questo è abbastanza semplice da comprendere quando si pensa a aziende comuni: il panificio giù in strada compra farina, acqua e lievito, impasta, cuoce e poi ci vende il pane a un prezzo che è ovviamente maggiore di quello che ha pagato per le materie prime.

Le startup solitamente propongono metodi molto più complessi (talmente complessi che solo le recenti innovazioni tecnologiche ne permettono l’attuazione) che, proprio per la loro complessità, generalmente spingono le neonate aziende a chiedere il sostegno di soggetti esterni per poter realizzare la propria visione. Un esempio è AirBnB, società che è stata in perdita per circa 8 anni, (dal 2008 al 2016) e che è però riuscita a cambiare il modo in cui le persone viaggiano nel mondo.

La sfida per queste aziende in realtà è costituita non tanto dalla sostenibilità del modello di business: Casavo, ad esempio, non avrebbe avuto bisogno di tanta iniezione di capitale se avessimo scelto di ripetere nel 2019 ciò che abbiamo fatto nel 2018. Ciò che rende necessario un apporto di liquidità è però il piano di crescita: AirBnB non voleva limitarsi a servire qualche migliaio di persone all’anno a San Francisco, ma voleva piuttosto servire milioni di clienti nel mondo.

Allo stesso modo, Casavo non si accontenta di aiutare i milanesi nella vendita di 50 case, ma vuole piuttosto servire i principali centri urbani d’Italia e questo richiede un grande sforzo in termini di persone impiegate, capitale investito e tempo.

Un round di finanziamento serve quindi ad accelerare la crescita. Nello specifico, Casavo ne ha ricevuti 3. Seguendo la nomenclatura tradizionale:

  1. Pre-seed: €500.000 da parte di Picus Capital, fondo di investimento con sede a Monaco di Baviera
  2. Seed: €1.4 milioni da parte di 360 Capital Partner, fondo di investimento con sedi a Milano e Parigi, e altri
  3. Series A: circa €7 milioni da parte di Project A, fondo di investimento con sede a Berlino, e altri

7 milioni sono tanti o pochi?

Ovviamente sono tanti, ma dipende dal contesto. In California, nella celebre Silicon Valley, ad esempio, finanziamenti per startup di questa entità sono all’ordine del giorno. In Italia una nostra ricerca basata sui dati di Crunchbase ci dice che Casavo è la quarta startup italiana ad aver raccolto, nel minor tempo, questo capitale. La situazione comunque sta cambiando in Italia e i finanziamenti iniziano ad arrivare con sempre più costanza, e sono sempre più ingenti.

Perché dite di aver raccolto 21 milioni, di cui una parte è debito?

Come si sa, la nostra attività consiste nel comprare e vendere case. Le case, per definizione, tendono ad essere beni costosi e questo rappresenta una sfida nel nostro perseguimento dell’obiettivo di servire le principali aree metropolitane italiane.

Per poter realizzare gli obiettivi che ci siamo posti c’è quindi bisogno di avere a disposizione grandi somme di denaro e ciò che abbiamo ottenuto in equity non sarebbe sufficiente. Sfruttiamo quindi delle aggiuntive linee di credito messe a disposizione da soggetti esterni. Per dirla in modo semplice, è come accendere un mutuo: quando compriamo una casa otteniamo dei soldi “in prestito” e, una volta conclusa l’operazione, ripaghiamo quanto dovuto.

A cosa servono tutti questi soldi?

Come accennato sopra, questi finanziamenti servono a far crescere l’azienda: nello specifico per Casavo “crescita” significa poter servire più persone in Italia (prevediamo di coprire le 6 principali realtà metropolitane) e nell’Europa meridionale.

Per farlo c’è bisogno di mettere insieme tante tessere del puzzle e la prima è rappresentata dalle persone. Ogni azienda, crediamo, dovrebbe avere come fine ultimo quello di lasciare un impatto positivo nella vita degli individui che entrano nella sua orbita, dai dipendenti ai fornitori ai clienti.

L’obiettivo quindi resta quello di sempre: semplificare la vita delle persone che devono vendere casa (con la consapevolezza che ci sarà sempre chi – giustamente – preferirà utilizzare altre soluzioni) attraverso il lavoro di persone che realizzano questa visione esprimendo se stesse e con il sorriso.

Che cosa significa lavorare in Casavo?

Costruire un’azienda significa costruire un modello di società. Chi fonda un nuovo progetto di d’impresa non si appresta tanto a ideare e testare un modello di business quanto a costruire un sistema di regole, princìpi, ideali che determineranno i rapporti tra le persone che vivranno in azienda e tra quelle persone e il mondo esterno. … Continua

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